Marinella Brandinali torna con “I miei giorni vaghi”, una silloge costruita sulle ventiquattro ore tra versi, prose e fotografie in bianco e nero.
“I miei giorni vaghi” di Marinella Brandinali arriverà in libreria il 1° ottobre 2026 per SBS Edizioni, nella collana Somnia. Una nuova silloge che nasce da un progetto preciso: attraversare le ventiquattro ore della giornata trasformando il tempo in materia poetica, visiva ed emotiva.
Il volume è già ordinabile nelle librerie fisiche, nelle librerie online e negli store digitali. Per Brandinali rappresenta il terzo libro pubblicato con SBS Edizioni e l’undicesima opera del suo percorso editoriale, costruito negli anni intorno a una poesia che intreccia esperienza personale, memoria e osservazione del quotidiano.
I miei giorni vaghi e il racconto delle ventiquattro ore
La particolarità di “I miei giorni vaghi” emerge già dalla sua architettura. Il libro prende avvio dalla mezzanotte e procede ora dopo ora fino alle ventitré, costruendo una sorta di diario poetico di un’intera giornata.
Ogni ora possiede una propria identità. A scandire il percorso sono un’immagine, una prosa dedicata a quel preciso momento e una poesia che ne amplia la dimensione emotiva. Dal silenzio della notte al progressivo risveglio del mattino, dalla frenesia delle ore centrali fino al ritorno della sera, il tempo viene osservato attraverso gesti, sensazioni, ricordi e stati d’animo.
Un progetto visivo interamente in bianco e nero
A rendere riconoscibile il progetto è anche la scelta delle immagini. Le fotografie che accompagnano le diverse ore sono volutamente elaborate in bianco e nero, secondo una precisa impostazione estetica che evita il colore per lasciare maggiore spazio all’atmosfera, alla luce e alle ombre.
Non si tratta quindi di un semplice apparato illustrativo. Le fotografie entrano nella struttura del libro e dialogano con le parole. Grado a mezzanotte, Procida all’una, Roma alle tre, Lanzarote alle cinque, Genova alle undici, Venezia alle ventidue sono soltanto alcuni dei luoghi che diventano parte di questa geografia del tempo.
Il risultato è un itinerario che attraversa città, paesaggi, mare, strade e spazi quotidiani. Ogni fotografia fissa un’ora, mentre la scrittura prova a restituirne ciò che non può essere fermato dall’obiettivo: sensazioni, memoria, inquietudini e movimenti interiori.
Dal buio della notte alla luce del giorno
Nelle prime ore domina soprattutto la dimensione notturna. Il silenzio, il sonno che tarda ad arrivare, la luna, le ombre e le solitudini accompagnano testi come “Se il sonno giungesse”, “Sentirti accanto” e “Le ombre sono fiori”.
Con l’alba cambia anche il ritmo della raccolta. Entrano progressivamente il lavoro, le strade che si riempiono, le scuole, le persone, i rumori della città. Ma la scansione cronologica non diventa mai un semplice esercizio descrittivo: ogni momento della giornata diventa occasione per interrogarsi sul vissuto.
Memoria e rinascita attraversano molti dei testi. In “Raggi di sole” il ricordo dell’infanzia convive con le ferite rimaste nel tempo; “Il sorriso mi è compagno” racconta invece la possibilità di ricominciare, mentre “Torno come il mare” porta con sé l’immagine di una nuova partenza dopo aver lasciato andare ciò che apparteneva al passato.
Il tempo quotidiano come spazio poetico
Uno degli elementi più interessanti di “I miei giorni vaghi” è proprio la capacità di attribuire un carattere alle ore. Alcune sembrano sospese, altre veloci, altre ancora affollate o malinconiche. Le otto sono il tempo delle scuole e degli incontri; le diciotto raccontano il ritorno dal lavoro; le ventuno diventano occasione per osservare anche come siano cambiate le abitudini familiari e la condivisione del tempo.
Il quotidiano diventa così una lente attraverso cui osservare trasformazioni più profonde. Il passaggio delle ore coincide con quello della vita: si accumulano esperienze, cambiano le percezioni e restano frammenti che la memoria continua a riportare alla superficie.
Non casualmente, dopo il ciclo delle ventiquattro ore, il volume prosegue con testi come “Il lungo passare delle stagioni” e “Vissuto sulla pelle”, quasi a spostare lo sguardo dal tempo di una singola giornata a quello più ampio dell’esistenza.
Il terzo libro di Marinella Brandinali con SBS Edizioni
Nata a Milano e vicina alla poesia fin dall’infanzia, Marinella Brandinali ha costruito nel tempo un percorso letterario legato alla memoria e alla ricerca interiore. Con SBS Edizioni ha pubblicato nel 2024 “Esse…Re. Venti possibilità di essere donna” e nel 2025 “Tempora”. “I miei giorni vaghi” rappresenta dunque il terzo capitolo del percorso condiviso con la casa editrice.
Con questa nuova pubblicazione il lavoro dell’autrice assume una forma ancora diversa: non soltanto una raccolta di poesie, ma un progetto unitario nel quale parola, fotografia e scansione temporale sono pensate insieme.
“I miei giorni vaghi” invita così a guardare quelle ore che normalmente scorrono quasi inosservate. Ventiquattro passaggi apparentemente ordinari diventano altrettanti spazi da abitare, nei quali la vita quotidiana può ancora rivelare ricordi, fragilità, attese e possibilità di rinascita.

