Con I miei giorni vaghi Marinella Brandinali arriva al suo undicesimo libro e alla terza pubblicazione con SBS Edizioni. Un progetto nel quale poesia, prosa e fotografia attraversano insieme le ore di una giornata.

Ventiquattro ore, dalla mezzanotte alle 23, diventano altrettante tappe di un percorso letterario e visivo. I miei giorni vaghi non è costruito come una semplice successione di poesie: ogni ora dialoga con una fotografia in bianco e nero, una prosa e un componimento, trasformando il tempo quotidiano in materia narrativa e poetica.

Per Marinella Brandinali si tratta dell’undicesimo libro e del terzo pubblicato da SBS Edizioni, dopo Esse…Re. Venti possibilità di essere donna e Tempora. Se lo scorso anno il suo percorso al Festival guardava ai titoli precedenti, questa volta Napoli accoglierà un’opera nuova anche nella forma, nella quale la parola condivide lo spazio con fotografie realizzate dall’autrice.

I miei giorni vaghi nasce da una struttura molto precisa: ventiquattro ore, ventiquattro momenti della giornata. Come è nata l’idea di trasformare il passare del tempo nell’architettura stessa del libro?

Ma è nata dal mio ultimo libro Tempora che parlava di poesie esclusivamente sulla qualità del tempo da riprendere e godere, per cui mi è balenata l’idea di frazionare una giornata programmando come la si vive, le foto danno il senso dell’ orario la prosa scorre e la poesia ferma l’attimo.

Questa volta hai scelto di affiancare alla poesia e alla prosa anche fotografie in bianco e nero. Perché sentivi il bisogno di utilizzare anche l’immagine come forma di espressione e cosa può raccontare una fotografia che la parola, da sola, non riesce a dire?

Ritengo che la fotografia sia un’arte a sé può dare come un quadro un attimo di vita,

io amo molto la fotografia ed è la prima volta che espongo i miei scatti al pubblico così apertamente ma qui hanno un significato maggiore fermano l’Istante, rappresentano l’orario vero e proprio.

E poi penso che artisticamente sia possibile variare anche le vedute d’insieme.

Questo è il tuo undicesimo libro e il terzo con SBS Edizioni. Guardando a Esse…Re, Tempora e ora I miei giorni vaghi, quale evoluzione riconosci nel tuo modo di scrivere e di costruire un progetto poetico?

I miei progetti sono in crescita sicuramente, ma volgono soprattutto ai lettori, cercando di stare al passo con la modernità, è un po’ difficile per chi non è più diversamente giovane come me, ma ci provo.

Vorrei incuriosire ogni età, e dare qualcosa a ognuno, da ricordare e soprattutto emozionare, qualcosa da portare dentro nel cuore.

Il 1° ottobre alle 17 presenterai I miei giorni vaghi allo stand SBS Edizioni a Palazzo Reale. Arrivare al Campania Libri Festival proprio con un libro appena pubblicato cambia il modo in cui vivi questo appuntamento?

Bhe devo dire che è agitazione perché non so come verrà visto e apprezzato dal pubblico, il pubblico napoletano ha amato i miei scritti e spero che anche questo libro

faccia breccia nel loro intimo più profondo reciprocamente perché anche loro mi hanno lasciato ricordi bellissimi da conservare nel mio animo e li ringrazio.

By SenzaBarcode Redazione

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