Dopo il Salone Internazionale del Libro di Torino, Antonio Paolino porta Il vuoto e la luna al Campania Libri Festival, in un appuntamento particolarmente vicino al suo territorio.

Il vuoto e la luna è il libro con cui Antonio Paolino ha iniziato il proprio percorso editoriale. Una silloge d’esordio costruita intorno al silenzio, alla contemplazione e alla ricerca di senso, nella quale il vuoto non coincide semplicemente con l’assenza e la luna diventa presenza, domanda e spazio simbolico. Il volume è pubblicato nella collana Somnia di SBS Edizioni.

Dopo la prima esperienza al Salone Internazionale del Libro di Torino, Paolino arriva ora al Campania Libri Festival. Vive a Salerno e l’appuntamento napoletano assume quindi un significato diverso: non soltanto una nuova tappa, ma un incontro con un pubblico geograficamente e culturalmente molto più vicino alla sua quotidianità.

Il vuoto e la luna è il tuo libro d’esordio e nasce da una dimensione molto intima. Quando hai capito che quei testi non erano più soltanto personali, ma potevano diventare una raccolta da condividere con altri lettori?

  Le poesie di per sé nascono l’una sciolta dall’altra. Eppure, in un momento che non saprei descrivere, rileggendole una ad una, ho trovato un filo rosso che le legava: quello del viaggio dell’anima. Così ho scelto di raccoglierle in un piccolo testo, dapprima da tenere per me, ma che poi si è fatto strada sempre più nel mio cuore, finché non ho sentito il bisogno di farlo uscire, per confrontarmi col grande pubblico e renderlo partecipe della mia sfera più intima.

Nel libro il vuoto non è soltanto mancanza, mentre la luna accompagna continuamente il percorso poetico. Come sono diventati questi due elementi il centro della raccolta?

  Io credo che ognuno di noi abbia per tutta la vita due compagni: un simbolo, un’ àncora, qualcosa a cui aggrapparsi, e come contraltare, un senso di smarrimento, di confusione, di silenzio. Con queste due immagini ho voluto ricreare le due anime che ci compongono: una sempre presente, viva, immobile, e l’altra silenziosa ma tuonante, quasi abissale.

Hai già vissuto una prima grande esperienza al Salone Internazionale del Libro di Torino. Ora arrivi al Campania Libri Festival, molto più vicino alla tua Salerno: ti aspetti un rapporto diverso con il pubblico?

  Sicuramente mi aspetto di essere più a mio agio, trovandomi nella terra dove sono cresciuto. Qui credo che riuscirò a dare il meglio di me e credo anche che il pubblico saprà apprezzare meglio il messaggio della raccolta.

Il 1° ottobre alle 16:30 presenterai Il vuoto e la luna allo stand SBS Edizioni a Palazzo Reale. Cosa ti piacerebbe che emergesse di questa raccolta durante l’incontro di Napoli?

Mi piacerebbe che emergesse soprattutto il lavoro che c’è dietro e anche la forte componente personale che c’è nella raccolta. Vorrei che al pubblico arrivasse non solo il messaggio, ma anche quello che c’è di mio in ogni poesia, per poi arrivare volendo ad immedesimarsi nei sentimenti che esse trasmettono.

By SenzaBarcode Redazione

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