Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro riporta Alessio Tanzi al Campania Libri Festival. Con lui anche Come una pecora su uno scoglio, prima storia legata a Fermo Trimani, e un percorso con SBS iniziato da Queste notti.

Il passato non scompare: resta sotto la superficie e continua a chiedere di essere attraversato. È il nucleo di Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro, il noir di Alessio Tanzi ambientato tra Ostia e il litorale romano, dove memoria, colpa e identità costruiscono una tensione più psicologica che investigativa. Il ritorno diventa così un movimento pericoloso, quasi fisico, verso ciò che sembrava risolto e invece continua a ferire.

Per Tanzi l’appuntamento di Napoli permette anche di guardare a un percorso più ampio. Con SBS Edizioni ha pubblicato prima Queste notti, nel 2024, e successivamente Come una pecora su uno scoglio, noir psicologico nel quale compaiono l’avvocato Fermo Trimani e il sostituto procuratore Flavio Nevola, personaggi pensati per svilupparsi oltre quella prima storia.

Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro affronta memoria, colpa e ritorno al passato. Perché nei tuoi romanzi ciò che è stato continua così spesso a diventare il punto da cui partire per comprendere il presente?

Sono un appassionato di storia, nel senso più stretto del termine, e ciò che ci ha preceduto condiziona sempre e inevitabilmente il nostro presente e con esso il nostro futuro. Proprio per questo ritengo che il personaggio di un romanzo debba avere un passato per farlo apparire agli occhi del lettore assolutamente vero. Nel dittico della pecora (Come una pecora su uno scoglio e Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro) il protagonista Fermo Trimani è un personaggio perfettamente imperfetto e questa sua imperfezione dipende proprio dal suo passato. Quando ho iniziato a scrivere Come una pecora su uno scoglio non avevo una storia precisa in testa. Ciò per rendere maggiore il pathos sull’avanzamento degli eventi e quindi per avanzare nello svolgimento ho dovuto necessariamente dotare il protagonista di un passato.

A Napoli porterai anche Come una pecora su uno scoglio, che introduce Fermo Trimani e apre un percorso destinato a proseguire. Cosa ti interessa di questo personaggio e quanto spazio pensi possa ancora avere nel tuo universo narrativo?

Fermo Trimani oramai è diventato un buon amico. Diciamo che mi piace molto come personaggio perché è talmente vero da essere un personaggio fuori dagli schemi letterari. In lui c’è molto di noi, oppure di me, cialtrone e geniale allo stesso tempo. Può essere che lo rincontrerò per un’altra storia e mi piacerebbe anche farlo, però come lui stesso ci dice nella chiosa di Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro, ha dovuto affrontare un viaggio fino all’altra parte del mare e al momento non si sa se si stabilizzerà laggiù oppure se un giorno tornerà a trovarmi. Certamente secondo me ha ancora tante cose da dire, però tutto dipende da lui.

Queste notti è stato il tuo primo libro con SBS Edizioni. Guardando oggi a quel romanzo e ai lavori arrivati successivamente, riconosci un cambiamento nel tuo modo di costruire personaggi, atmosfere e tensione narrativa?

Queste notti è un romanzo importante, denso di tante atmosfere e nello scriverlo sono cresciuto molto. Proprio quando l’ho terminato è arrivato Fermo Trimani e mi ha raccontato la sua storia. Ripensandoci tra i personaggi di Queste notti ce n’è uno che ha già qualche tratto di Trimani. Sicuramente ogni libro regala quel pizzico di maturità in più, quindi il dittico della pecora deve molto anche alle precedenti opere.

Il 2 ottobre alle 14:30 presenterai Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro allo stand SBS Edizioni a Palazzo Reale. Cosa vorresti che il pubblico del Campania Libri Festival scoprisse del romanzo, magari andando oltre ciò che ci si aspetta inizialmente da un noir?

Nel dittico della pecora il messaggio di fondo che ho cercato di portare avanti è proprio l’umanità dell’imperfezione e vorrei che ognuno di noi si ponesse sempre la domanda: chi sono io per poter giudicare? In fin dei conti siamo tutti un po’ sbagliati, siamo tutti santi e colpevoli allo stesso tempo, siamo tutti una pecora su uno scoglio.

By SenzaBarcode Redazione

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