Cruor Aeternum di Paolo Proietti Mancini porta nel 115 d.C. una storia di legionari, miti ancestrali e lotte per il destino eterno di Roma
Cruor Aeternum di Paolo Proietti Mancini arriverà il 28 settembre per SBS Edizioni, nella collana Epic. Un romanzo che conduce nel cuore dell’Impero romano del 115 d.C. e costruisce, attorno alla ricostruzione storica, una trama nella quale mito, mistero e componente fantastica diventano progressivamente inseparabili.
Al centro del libro c’è anche un rapporto profondamente personale con Roma. Paolo Proietti Mancini è romano e innamorato della propria città: un legame che diventa parte della genesi stessa del romanzo e che permette di leggere la Roma antica non soltanto come scenario storico, ma come presenza ancora viva nel paesaggio contemporaneo.
Cruor Aeternum nasce dall’amore per Roma
Nella nota che introduce il volume, Proietti Mancini racconta di vivere quotidianamente circondato dalle testimonianze della Roma antica. Non soltanto i monumenti più celebri, ma quelle tracce inserite nel tessuto urbano che possono diventare quasi invisibili proprio perché familiari.
Le mura Aureliane, la Piramide Cestia, il ponte Nomentano e altri resti della città hanno alimentato nel tempo una curiosità sempre più precisa: come vivevano realmente le famiglie romane? Chi erano i legionari? Cosa mangiavano? Come si muovevano attraverso un Impero che raggiungeva territori lontanissimi?
Da queste domande prende forma Cruor Aeternum, ambientato nel periodo di massima espansione dell’Impero romano, durante il regno di Traiano.
Nel 115 d.C. tra legionari, politica e terre lontane
La vicenda prende avvio nel 115 d.C. nel castrum di Prata Rivuli, in un territorio ai margini dell’Impero. Marcus Luperianus Varro è un optio della XI Legio Claudia, legionario esperto e rispettato dai propri uomini.
Una normale missione di controllo conduce però Marcus verso qualcosa che sfugge progressivamente alle categorie della politica e della guerra.
Tra villaggi, foreste, montagne e grotte sconosciute, cominciano a emergere culti antichi, presenze misteriose e segreti custoditi da generazioni. La realtà conosciuta dal soldato romano entra così in contatto con un mondo più antico, nel quale mito e storia sembrano avere confini sempre meno definiti.
Sul fronte opposto si muove Lucius Cassius Dracontius, Pro Consul deciso a inseguire un progetto ambizioso: rendere eterno l’Impero romano. La ricerca del potere lo conduce verso il Cruor Aeternum, una reliquia legata a un sangue antico e a forze che potrebbero cambiare il destino di Roma.
Tra ricostruzione storica e dimensione fantastica
Il romanzo costruisce la propria identità sull’incontro tra due componenti. Da una parte c’è il tentativo di restituire ambienti, istituzioni, organizzazione militare, usi e terminologia dell’epoca romana; dall’altra entra progressivamente in scena una dimensione fantastica fatta di divinità, profezie, culti, metamorfosi e memorie ancestrali.
Lo stesso autore chiarisce di non voler presentare il libro come un saggio storico. Cruor Aeternum rimane un’opera di finzione, nella quale personaggi realmente esistiti, come l’imperatore Traiano, convivono con figure nate dall’immaginazione.
La terminologia latina utilizzata lungo il racconto contribuisce però a costruire l’ambientazione. Cariche militari, strutture, oggetti, pasti e consuetudini vengono frequentemente indicati attraverso le parole appartenenti al mondo romano, spesso accompagnate da spiegazioni che permettono di comprenderne il significato.
Cruor Aeternum e il mito del sangue di lupo
Uno dei nuclei più riconoscibili del romanzo è quello del lupo. È un elemento che attraversa il racconto a più livelli: Roma e il mito della sua fondazione, la genealogia dei protagonisti, le divinità immaginate dall’autore e la progressiva trasformazione di Marcus.
La figura di Lykathor, divinità capace di assumere le sembianze di un enorme lupo, si lega a Lykaia e alla reliquia chiamata Cruor Aeternum. Intorno a questo sangue custodito da secoli si sviluppa una profezia destinata a coinvolgere direttamente Marcus.
La dimensione fantastica non viene quindi sovrapposta semplicemente alla storia romana. Proietti Mancini prova piuttosto a costruire una mitologia interna al romanzo partendo da elementi, simboli e suggestioni appartenenti alla cultura antica.
Una Roma osservata da un autore romano
Il rapporto di Paolo Proietti Mancini con Roma permette di individuare una delle chiavi del libro. L’autore guarda alla città contemporanea sapendo che sotto le strade percorse ogni giorno esiste una stratificazione di vite, credenze, guerre, commerci e relazioni appartenenti a epoche lontane.
Cruor Aeternum sembra nascere proprio dal desiderio di attraversare idealmente quella distanza temporale e immaginare uomini e donne dietro ciò che oggi appare come reperto, monumento o testimonianza archeologica.
Nel romanzo Roma è insieme luogo reale, idea politica e mito. È una potenza che vuole diventare eterna, un’identità per cui combattere e, nello stesso tempo, un mondo nel quale le ambizioni degli uomini possono trasformarsi in qualcosa di molto più oscuro.
Con l’uscita del 28 settembre, Cruor Aeternum entra nel catalogo SBS Edizioni come un romanzo che mette in relazione narrativa storica e immaginario fantastico, seguendo il filo di una domanda che attraversa tutta la vicenda: quanto lontano può spingersi l’uomo nel tentativo di rendere eterno ciò che ama?

