Nel 2026 Ottodix-Alessandro Zannier rappresenterà l’Italia alla Biennale di Durazzo, in Albania, portando all’interno di uno dei principali contesti internazionali dedicati all’arte contemporanea una ricerca che da anni si muove oltre i confini disciplinari e mette in relazione suono, arti visive, tecnologia, scienza, ecologia e sistemi viventi.
Il calendario di appuntamenti attraversa inoltre luoghi e contesti non convenzionali per la musica: dalla Fabbrica del Vapore di Milano, con un talk e un live insieme a un esponente della Fondazione Pistoletto, al Teatro Santa Margherita di Ca’ Foscari di Venezia, fino alla Gran Guardia di Verona, affacciata su Piazza Bra e sull’Arena, per Relazionexpo2026. A Siena, Ottodix si esibirà nel Complesso Museale Santa Maria della Scala, l’antico ospedale del Quattrocento affacciato sul Duomo, in occasione della Bright-Night. Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori organizzata dall’Università di Siena.
Le date del calendario
- 13 settembre, Milano, Fabbrica del Vapore, 10 euro con ingresso alla mostra
- 25 settembre, Siena, Bright-Night. Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, Complesso museale Santa Maria della Scala, ingresso gratuito
- 27 settembre, Caerano San Marco (TV), Teatro Satie, offerta libera da 15 euro
- 1 ottobre, Durazzo (Albania), Biennale di Durazzo, Padiglione Italia, mostra e sonorizzazione
- 2 ottobre, Venezia, Teatro Santa Margherita di Ca’ Foscari, Ottodix Ensemble, ingresso gratuito
- 9 ottobre, Verona, Gran Guardia, Relazionexpo, ore 9.00, matinée
Il video di “Artificio naturale”
È in questa prospettiva che si inserisce l’uscita, il 9 ottobre, del video di “Artificio naturale”, nuovo estratto da “Cerebro Mundi”, nono album di Ottodix, pubblicato il 10 aprile da Gelo Dischi e coprodotto con Flavio Ferri dei Delta V.
Un progetto tra musica, arte e ricerca
Più che un musicista in senso tradizionale, Alessandro Zannier costruisce opere e dispositivi nei quali la musica è una delle forme attraverso cui interrogare la complessità del presente. Concerti, performance, installazioni e sonorizzazioni diventano così parte di un’unica pratica artistica, capace di abitare musei, università, teatri, biennali e spazi non convenzionali. Al centro c’è una concezione dell’opera come ambiente di relazione, luogo fisico e mentale nel quale i confini si fanno porosi e in cui suono, immagini, tecnologia e conoscenza concorrono alla costruzione di una diversa esperienza percettiva.
“Cerebro Mundi”
Con “Cerebro Mundi”, il suo ultimo disco e progetto interdisciplinare, Zannier porta la sua indagine dentro uno dei territori più complessi e ambigui della contemporaneità: il cervello umano e la sua relazione con il mondo che ha costruito. L’album è composto da 12 tracce: le prime sei dedicate al cervello individuale, le successive a quello che Zannier definisce “cervello planetario”, ovvero la rete di relazioni tra esseri viventi, società, tecnologia ed ecosistemi.
Dal punto di vista musicale, il progetto fonde elettronica, synth, distorsioni, orchestrazioni e pop, mantenendo una forte componente performativa e audiovisiva, con la partecipazione di Nicola Manzan agli archi.
Il disco assume anche una dimensione politica e culturale: difendere la conoscenza e la ricerca significa preservare uno dei pochi strumenti capaci di contrastare il brain rot prodotto dalla società digitale e dalla progressiva perdita di complessità del pensiero. Il progetto è stato anticipato dall’installazione audiovisiva Escalation<Involution e dal singolo “Amìgdala”.

