Con Uomo di mezzo. Eterno check in Barbara Fabrizio porta a Napoli il suo primo romanzo pubblicato da SBS Edizioni, mentre il suo percorso letterario continua già verso una nuova storia.

Un hotel tra i pini della Sierra de Gredos, una donna in fuga e un luogo nel quale i confini tra realtà e dimensione metafisica iniziano a sfumare. Uomo di mezzo. Eterno check in di Barbara Fabrizio unisce suspense psicologica, realismo magico e riflessione sulla rinascita, seguendo il percorso di Carmen attraverso violenza, colpa, identità e possibilità di ricominciare.

Il romanzo segna l’esordio dell’autrice con SBS Edizioni, ma non il suo ingresso nella scrittura: Fabrizio aveva già pubblicato Lei non tornerà ed è da tempo attiva nel mondo letterario, anche attraverso il Collettivo Creativo Latina. Intanto sta lavorando a una nuova pubblicazione, che permetterà di osservare anche la continuità e le differenze tra due fasi della sua narrativa.

Uomo di mezzo. Eterno check in parte da una situazione molto concreta, la fuga di una donna da una relazione violenta, per poi aprirsi progressivamente a una dimensione quasi metafisica. Perché hai scelto di raccontare la rinascita proprio attraverso questo confine tra realtà e oltre?

La fuga di Carmen non è soltanto un allontanamento fisico da una relazione violenta, ma un viaggio profondo attraverso il dolore e la colpa per ritrovare la propria identità.​ Scegliere di collocare questa storia al confine tra realtà e dimensione metafisica permette di esplorare il riscatto interiore come un passaggio universale, dove la mente, di fronte a traumi insostenibili, crea uno spazio di elaborazione, sospensione e purificazione

Sei da tempo immersa nel mondo dei libri, non soltanto come autrice ma anche attraverso l’attività culturale e il confronto con altri scrittori. Quanto lo studio e l’esperienza maturata negli anni entrano nel tuo modo di costruire una storia?

Anni di immersione nella letteratura, arricchiti dal confronto costante con altri autori e dall’attività culturale all’interno di collettivi letterari, forniscono una solida consapevolezza strutturale. ​L’esperienza maturata negli anni permette di gestire con maggiore maturità la suspense psicologica e le sfumature emotive, trasformando il background autoriale in uno strumento di precisione per cesellare dinamiche relazionali complesse e atmosfere sospese.

Hai già una nuova pubblicazione in arrivo. Senza anticipare troppo, esiste un filo che collega Uomo di mezzo. Eterno check in al nuovo libro oppure senti di aver aperto una fase narrativa completamente diversa?

​Il nuovo romanzo mantiene una profonda continuità tematica esplorando ancora una volta l’animo umano con le sue contraddizioni e i suoi problemi interiori.  ​ Pur restando fedele a questo nucleo di indagine psicologica ed emotiva, l’ambientazione nella Roma occupata degli anni Quaranta sposta la narrazione su un piano storico e collettivo completamente diverso, legato ai drammi e alle urgenze della Seconda Guerra Mondiale. 

Il 2 ottobre alle 13:30 presenterai Uomo di mezzo. Eterno check in allo stand SBS Edizioni a Palazzo Reale. Dopo le esperienze già maturate nel mondo letterario, cosa cerchi oggi nell’incontro diretto con i lettori di un festival come quello di Napoli?

All’interno di un festival come quello di Napoli, l’incontro diretto con i lettori rappresenta un’occasione preziosa di confronto e condivisione umana. ​Oltre agli scambi con il pubblico, queste manifestazioni diventano spesso l’occasione per conoscere nuove persone e stringere legami di amicizia duraturi. Tali relazioni continuano nel tempo, creando una rete di supporto che spazia ben oltre la letteratura e abbraccia le letture condivise, la vita privata e le piccole grandi cose di tutti i giorni.

By SenzaBarcode Redazione

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