Biogas, l’assessore Malaspina in merito alle sentenze del Consiglio di Stato: “Non trattano la Via postuma, le Marche hanno rispettato leggi dello dello Stato”

“Contrariamente a quanto si vuol fare intendere, le sentenze della IV Sezione non trattano la questione della Via postuma, semplicemente perché non era oggetto delle controversie davanti al Consiglio di Stato. Gli argomenti riguardavano l’annullamento dell’autorizzazione energetica per la mancata acquisizione della Via nella fase istruttoria, a seguito dell’incostituzionalità della legge regionale 3/2012 che derogava all’obbligo sulla base della soglia dimensionale. Dal pronunciamento del Consiglio di Stato emerge, ancora una volta, l’enorme e complesso problema giuridico creato dal legislatore nazionale, che non si è uniformato alla legislazione comunitaria. La Regione Marche ha sempre operato nel rispetto delle norme nazionali, secondo i principi della trasparenza e della legalità”. Lo ribadisce l’assessore regionale all’Energia, Maura Malaspina, commentando le ultime decisioni del Consiglio di Stato, in merito agli impianti di Camerata Picena, Osimo e Corridonia, anche per il quale è stata confermata la sentenza del Tar Marche, di diniego dell’autorizzazione, sempre per la mancanza della Via in fase istruttoria.

“Va chiarito, prima di ogni considerazione politica – continua l’assessore – che le sentenze della IV Sezione ribadiscono la necessità dell’acquisizione della Via, non potendo escludere i progetti sulla base della soglia dimensionale (procedura invece ammessa dalla legge dello Stato che non si è adeguata alle norme europee). Questo nonostante che la fase amministrativa di autorizzazione degli impianti fosse iniziata quando ancora era in vigore la legge regionale 24/2011 (che prevedeva anch’essa le soglie dimensionali) e quindi potesse essere eccepita l’inapplicabilità della decisione della Corte costituzionale che si riferiva alla legge regionale 3/2012 e nonostante poi che aspetti dell’impatto ambientale fossero stati valutati durante l’istruttoria per il rilascio delle autorizzazioni.

Tutto questo in punta di diritto. Resta la questione dell’inadeguato contesto normativo di riferimento sulle autorizzazioni che costringe la Regione a risolvere un problema di cui non è la causa. Non va ignorato, come si tende a fare, che altre Regioni hanno adottato norma analoghe alla 3/12, senza subire l’impugnativa da parte del Governo nazionale: in questi territori restano in vigore le stesse disposizioni dichiarate illegittime nelle Marche e dove un solo impianto di biomasse ha la stessa potenza di tutti gli impianti marchigiani.

Per questo motivo siamo impegnati a coinvolgere le istituzioni nazionali perché si assumano le proprie responsabilità e indichino la strada da percorrere”.

By SenzaBarcode Redazione

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