A05aBuon giorno a tutti.

Posso invitarvi a una riflessione? Ci metterò solo pochi minuti, ma spero di lasciarvi in mente qualche spunto che duri di più.

Oggi, 8 Marzo, Festa delle Donne. In un certo senso, io odio le ricorrenze, ogni anno dire e sentire le stesse cose. Festa della Donna, un giorno per ricordare tutte le conquiste sociali e politiche, e augurarsi che aumentino sempre di più, 8 Marzo, data scelta in nome delle operaie morte in un incendio sulla cui veridicità le fonti discordano. Sembra un telegramma che si ripete. Poi c’è l’altro parere, quello di una parte della popolazione femminile che considera la festa delle donne discriminante, e perché la festa degli uomini no? Quando ci saranno entrambe sarà giusto festeggiarle.

Diatriba infinita. Ma io oggi mi chiamo fuori, oggi voglio parlarvi di altro, io, che sono la prima scrivere di donne, che sono la prima a prendere le loro difese e a spolverare figure dimenticate per ridare a loro il necessario lustro, oggi voglio ricordare che esistono anche donne cattive, e non poche. Essere donna è appartenere a un genere, non è attributo di bontà, non c’è controsenso tra l’essere donna e l’essere cattiva; un binomio possibile che, come per tutte le combinazioni possibili, talvolta diventa reale. Si chiama statistica, non invenzione. Purtroppo ciò accade spesso.

Facciamo un esempio, così ci capiamo tutti. Si chiamava Agrippina ed era la madre di Nerone. Molte leggende ruotano intorno a lei, che fosse riuscita a farsi sposare dall’imperatore Claudio con l’inganno, per far divenire suo figlio Nerone futuro imperatore, che avesse ucciso lo stesso Claudio per far salire al potere questi, e che avesse anche tentato di uccidere Nerone stesso quando la sua figura aveva iniziato a offuscare il suo potere. Lei era UNA donna cattiva, ma non LA donna cattiva, solo un simbolo di molte che vennero, prima o dopo non fa differenza.

Parlo di figure come Isabella di Castiglia, che feriva a colpi di Inquisizione, o Maria I Tudor, detta, non a caso, La Sanguinaria, ma non c’è bisogno di andare così in alto sulla scala sociale. Tra le mura domestiche avvengono le prime e forse le maggiori atrocità, c’è un motivo per cui tutte le tradizioni popolari sono farcite di matrigne, streghe cattive e sorellastre. Per non parlare delle mitologie antiche, popolate da arpie, con la Maga Circe e la Medusa agli angoli.

Al giorno d’oggi è cambiato qualcosa? Chiudere gli occhi e dire sì sarebbe bello, ma è poco veritiero e inutile. Guardiamo fissi davanti a noi, spegniamo le televisioni e chiudiamo i giornali, isoliamoci. Allora sì, non vedremmo più donne cattive, né uomini. Né persone cattive. Ma la realtà è ben diversa.

SenzaBarcode si occupa di Diritto di Famiglia e lo sa bene; provate a rileggere questo pezzo di Sheyla Bobba, per farvi un’idea. Non solo, abbiamo seguito le attività del MFPGMovimento femminile per la parità genitoriale– e incontrato due volte Adriana Tisselli che del movimento è fondatrice e presidentessa. Abbiamo già pubblicato entrambe le interviste -per chi fosse interessato ad approfondire: intervista1, intervista 2 – ma credo che non sia sbagliato fare, in questa sede, ulteriori precisazioni.

In Italia sono circa mezzo milione le “famiglie allargate”, intendendo con ciò quei nuclei familiari in cui almeno un genitore ha alle spalle un precedente matrimonio. In questo contesto si diffonde sempre di più la violenza di donne contro donne, che è più subdola di quella maschile perché meno evidente e più nascosta, ma non per questo meno tragica. Purtroppo la mentalità in cui viviamo pone la madre-moglie-compagna in una sorta di santità, per cui è difficile riconoscerle questo ruolo violento.

Scrivemmo qualche mese fa. Parlammo anche della necessità della prevenzione, prima di qualunque altra cosa. AlArticolo tempo della seconda intervista mancavano pochi giorni alle elezioni, era una sorta di appello; adesso sono passate quasi due settimane dalla chiamata alle urne e la situazione politica è quanto mai instabile, in questo momento parlare di welfare è assai lontano. Ma non inutile.

Una settimana fa parlai dell’infanticidio shock a Roma, una tale notizia a me personalmente fa ancora male, ci sono persone -sia donne che uomini- che non ne sono state scosse per niente, o per il tempo di un tweet. Io, anche di questo, resto senza parole, di questo e di ogni negazione alla realtà. Sarebbe forse meglio andare alla base, ci sono donne -anche tra le femministe- che negano lo stato di cose, ci sono donne -anche tra le femministe- che osteggiano il lavoro di Adriana e compagne. Mesi fa parlammo di prevenzione, adesso parlo di aprire gli occhi e avere il coraggio di riconoscere la realtà.

E lo dico oggi, 8 Marzo, in occasione della Festa della Donna.

By Sheyla Bobba

Sheyla Bobba - Direttore Classe 1978, coltiva fin da bambina una profonda passione per la comunicazione e l’informazione. A meno di dieci anni chiede in regalo una macchina da scrivere: il primo passo verso un sogno che non l’ha mai abbandonata. A 17 anni, l’incontro con i militanti del Partito Radicale impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti segna un punto di svolta: sceglie consapevolmente di dedicarsi all’informazione senza tesserino, guidata da un’idea di libertà e indipendenza. Nel tempo costruisce una solida esperienza nel mondo digitale, collaborando a diversi progetti online e approfondendo le dinamiche della comunicazione sul web. Dopo anni di attività sul campo, nel 2012 dà vita al magazine online SenzaBarcode.it. Dal 2019 affianca al portale anche WebRadio SenzaBarcode, ampliando le possibilità espressive del progetto. Con SBS Edizioni & Promozione cura la comunicazione editoriale e la valorizzazione di autori emergenti, affiancando le attività redazionali a quelle promozionali. Si definisce antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

2 thoughts on “8 Marzo: parliamo di donne cattive. Ieri e oggi.”
  1. Letto e riletto, non riesco a commentare un testo così elegante e di buon senso. Utile per tutti, maschile e femminile. GRAZIE. Se mi permetti un mio pensiero: ” Il contadino con il suo aratro solca la terra, la semina; poi, con pazienza aspetta la fioritura. Ricordo, DONNE CHE PORTANO NEL GREMBO LA VITA. Ciao V.M.

  2. Letto e riletto, non riesco a commentare un testo così elegante e di buon senso. Utile per tutti, maschile e femminile. GRAZIE. Se mi permetti un mio pensiero: ” Il contadino con il suo aratro solca la terra, la semina; poi, con pazienza aspetta la fioritura. Ricordo, DONNE CHE PORTANO NEL GREMBO LA VITA. Ciao V.M.

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