images (1)Forse vi ricorderete questa storia.

Nuova Delhi, una giovane studentessa è stata picchiata a stuprata da sei uomini ubriachi su di un autobus. Era il Dicembre 2012. La giovane, ventitré anni, morì due settimane dopo, in un ospedale di Singapore a causa di un arresto cardiaco, lesioni agli organi addominali e un trauma cranico. Tutti dovuti alle percosse.

A seguito di ciò Human Right Watch ha stilato un rapporto sugli abusi di donne e minori in India, Breaking The Silence. Il quadro che emerge è di violenza, silenzi e complicità. Melnakshi Gauguly, capo di RHW sud Asia ha spiegato le criticità.

Il problema principale è che, dopo le violenze, molti bambini, hanno subito un’ulteriore violenza psicologica dalla polizia che non li credeva, e da medici che li umiliavano con esami traumatici. Questo porta altri bambini, sempre vittime di soprusi, a non avere il coraggio di denunciarli a loro volta.

Inoltre molti orfanotrofi gestiti da privati non sono registrati: i bambini che vivono là non esistono agli occhi dello Stato che non può neanche controllare la situazione all’interno.

HRW ha raccolto molte testimonianze, queste sono le storie di Neha e Krishna.

Neha è stata violentata da tre uomini, ma la polizia non ha voluto credere ai familiari di lei. Ha chiesto ai familiari di accertarsene con la prova del dito, un test che di scientifico non ha nulla ma che viene ancora utilizzato da molti medici, traumatizzando ancora di più una bambina che ha subito violenze.

Krishna invece è rimasta in prigione 12 giorni, senza poter vedere la propria famiglia: la polizia le aveva chiesto di cambiare versione.

By Sheyla Bobba

Sheyla Bobba - Direttore Classe 1978, coltiva fin da bambina una profonda passione per la comunicazione e l’informazione. A meno di dieci anni chiede in regalo una macchina da scrivere: il primo passo verso un sogno che non l’ha mai abbandonata. A 17 anni, l’incontro con i militanti del Partito Radicale impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti segna un punto di svolta: sceglie consapevolmente di dedicarsi all’informazione senza tesserino, guidata da un’idea di libertà e indipendenza. Nel tempo costruisce una solida esperienza nel mondo digitale, collaborando a diversi progetti online e approfondendo le dinamiche della comunicazione sul web. Dopo anni di attività sul campo, nel 2012 dà vita al magazine online SenzaBarcode.it. Dal 2019 affianca al portale anche WebRadio SenzaBarcode, ampliando le possibilità espressive del progetto. Con SBS Edizioni & Promozione cura la comunicazione editoriale e la valorizzazione di autori emergenti, affiancando le attività redazionali a quelle promozionali. Si definisce antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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