Colori d’altrove di Carolina Giudice Caracciolo, pubblicato da SBS Edizioni, racconta il coraggio di cambiare vita e costruire il proprio altrove.

“Colori d’altrove” di Carolina Giudice Caracciolo arriverà in libreria il 12 ottobre 2026 per SBS Edizioni ed è già ordinabile attraverso le librerie fisiche, gli store e le librerie online. Un libro nel quale il concetto di altrove diventa qualcosa di molto più profondo di una destinazione geografica: è uno spazio nel quale cercare una nuova possibilità di esistenza.

Oggi l’autrice vive a Creta, ma nella sua storia convivono origini romane e napoletane. Luoghi differenti che contribuiscono alla costruzione di un’identità capace di attraversare confini, esperienze e appartenenze, fino all’incontro con l’isola greca scelta per ricominciare.

Colori d’altrove e il coraggio di cambiare vita

Il punto di partenza del libro è una necessità: raccontare senza filtri le diverse sfumature di un percorso personale. Carolina Giudice Caracciolo affida alla scrittura difficoltà, aspettative, disillusioni e trasformazioni, costruendo una narrazione nella quale i colori diventano metafora dei passaggi dell’esistenza.

Il cambiamento decisivo arriva con la scelta di lasciare l’Italia. Nel 2014 l’autrice si trasferisce a Creta, dopo anni trascorsi tra formazione artistica, esperienze professionali e il tentativo di trovare uno spazio nel quale riconoscersi davvero. L’isola non rappresenta però una fuga idealizzata: è il luogo in cui occorre ricominciare, imparare una lingua, cercare lavoro, adattarsi e confrontarsi con una cultura differente.

Il racconto attraversa proprio queste fasi. Ci sono i primi lavori, l’insegnamento dell’italiano, le stagioni nel turismo, le difficoltà dell’integrazione e quella capacità di rimettersi continuamente in gioco che diventa uno dei fili più riconoscibili della narrazione.

Tra Roma, Napoli e Creta

Nel percorso personale dell’autrice convivono territori molto diversi. Roma è la città della nascita e della crescita, ma anche il luogo dal quale a un certo punto emerge la necessità di prendere le distanze. Napoli entra invece nei ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza attraverso la famiglia paterna, le vacanze trascorse dalla nonna, Capri, Posillipo e una dimensione affettiva alla quale Carolina Giudice Caracciolo dichiara di sentirsi profondamente legata.

Creta arriva dopo. Prima come luogo conosciuto durante un viaggio, poi come scelta definitiva. È qui che l’altrove evocato dal titolo smette gradualmente di essere estraneo e assume i caratteri di una nuova casa.

La geografia di “Colori d’altrove” diventa così anche una geografia interiore. Roma, Napoli e Creta non sono semplicemente tre punti sulla carta, ma tre modi differenti di appartenere, ricordare e costruire la propria identità.

Una narrazione tra identità, libertà e ricerca di sé

Al centro del libro non c’è soltanto il trasferimento all’estero. C’è una riflessione più ampia sulle aspettative sociali, sul lavoro, sui modelli di successo e sulla possibilità di scegliere una vita che non necessariamente coincida con quella immaginata dagli altri.

È una ricerca che passa anche attraverso gli errori e le battute d’arresto. La protagonista-autrice racconta il bisogno di sottrarsi alla competizione, alle apparenze e alla necessità di dimostrare continuamente qualcosa, fino a riconoscere nella semplicità quotidiana un diverso significato di realizzazione personale.

Nel testo ritorna frequentemente l’immagine dei colori: quelli luminosi dei momenti felici, quelli più scuri delle difficoltà e quelli che cambiano quando cambia lo sguardo sulla propria storia. La vita viene rappresentata come una tavolozza continuamente modificabile, nella quale nessuna tonalità può essere considerata definitiva.

Creta come luogo reale e simbolico

Creta occupa uno spazio centrale nel libro. L’isola viene osservata attraverso il mare, le città, il lavoro stagionale, le relazioni quotidiane, le abitudini e quel “sigà sigà”, il procedere piano piano, che diventa anche un diverso modo di concepire il tempo.

Ma “Colori d’altrove” evita di trasformare la Grecia in un semplice scenario da cartolina. Accanto alla bellezza compaiono il lavoro, le incertezze economiche, l’adattamento culturale e le difficoltà concrete di chi decide di stabilirsi in un altro Paese.

Proprio questo equilibrio consente al racconto personale di aprirsi a un tema contemporaneo più ampio: cosa significa lasciare il luogo in cui si è nati non per dimenticarlo, ma per capire quale vita si desidera costruire.

Un nuovo capitolo nel percorso di Carolina Giudice Caracciolo

“Colori d’altrove” è il secondo libro di Carolina Giudice Caracciolo pubblicato da SBS Edizioni, dopo “Maschere dell’anima”. Nel suo percorso letterario rientra anche il romanzo d’esordio “Oggi sono libera”, pubblicato nel 2021 da Porto Seguro Editore. La scrittura accompagna una formazione che comprende teatro, recitazione e dizione, insieme alla qualifica come insegnante di italiano per stranieri conseguita presso l’Università per Stranieri di Siena.

Con questo nuovo lavoro l’autrice torna su temi come identità, cambiamento, memoria e ricerca di un luogo nel quale riconoscersi. Questa volta, però, l’altrove non appare necessariamente lontano.

Può essere un’isola del Mediterraneo, una città lasciata alle spalle, un’origine che continua a riaffiorare oppure una condizione conquistata dopo molti tentativi. In “Colori d’altrove” diventa soprattutto la possibilità di scegliere consapevolmente quali tonalità dare alla propria storia.

By SenzaBarcode Redazione

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