Brooke Borgia racconta due viaggi molto diversi: quello sentimentale di Una vacanza lunga un sogno e quello fantasy di Brooke nel regno dei draghi.
Ci sono autori che scelgono un solo territorio narrativo e lo abitano a lungo. Altri, invece, sembrano muoversi tra mondi diversi cercando ogni volta una nuova forma per raccontare lo stesso bisogno: quello di ritrovarsi.
Brooke Borgia appartiene a questa seconda direzione. Nei suoi libri convivono viaggio, sentimento, fantasia, identità e rinascita. Da una parte c’è il richiamo reale e sensoriale delle Maldive, con il mare, la sabbia, il silenzio e la possibilità di ricominciare. Dall’altra c’è un universo fantasy fatto di draghi, cavalieri, creature misteriose e passaggi tra realtà e immaginazione.
Due libri molto diversi, dunque, ma attraversati da un filo comune: la ricerca di un luogo in cui sentirsi finalmente vivi.
Una vacanza lunga un sogno: il viaggio come spazio dell’anima
Una vacanza lunga un sogno è il primo capitolo della trilogia I luoghi dell’anima. Già dal titolo emerge una dimensione sospesa, quasi luminosa, in cui il viaggio non è soltanto spostamento, ma esperienza interiore.
Al centro del romanzo c’è un’isola delle Maldive, Rihiveli, luogo amato e vissuto dall’autrice, trasformato in uno spazio letterario in cui il tempo sembra rallentare. Brooke torna su quell’isola come in un rito personale, un pellegrinaggio laico verso una parte più autentica di sé. Lì, lontano dalla velocità della vita quotidiana, il mare diventa ascolto, il silenzio diventa possibilità, la bellezza naturale diventa cura.
Questa volta, però, il viaggio non è solitario. Ad accompagnarla c’è un uomo segnato dalla malattia, un medico abituato a prendersi cura degli altri e meno disposto a lasciarsi attraversare dalla vulnerabilità. Due anime inquiete arrivano nello stesso luogo con ferite diverse, ma con un bisogno simile: ritrovare fiducia.
Il romanzo costruisce così una storia d’amore non immediata, non perfetta, non idealizzata. Il sentimento nasce tra esitazioni, battute, paure, incomprensioni e silenzi. Proprio per questo appare credibile. L’amore non arriva come soluzione semplice, ma come possibilità inattesa, quasi un dono che si manifesta quando i protagonisti hanno smesso di cercarlo.
La forza di Una vacanza lunga un sogno sta anche nella sua dimensione sensoriale. Il lettore entra in un luogo che non viene solo descritto, ma fatto percepire: la salsedine, la luce dei tramonti, le escursioni in barca, il cielo stellato, gli incontri ravvicinati con la natura, anche quando questa diventa meno rassicurante. Le Maldive non sono uno sfondo da cartolina, ma un paesaggio dell’anima, capace di accompagnare i personaggi dentro un cambiamento.
Brooke nel regno dei draghi: il fantasy come scoperta di sé
Con Brooke nel regno dei draghi — Il Risveglio, Brooke Borgia si muove in un territorio narrativo diverso, quello del fantasy romance, ma conserva al centro il tema dell’identità.
La protagonista ha diciassette anni quando perde la nonna, figura fondamentale della sua vita e custode di un immaginario capace di farla sognare. L’eredità che riceve è un videogioco misterioso, legato a un mondo fantastico di cui la nonna le aveva parlato come di un segreto. Quello che all’inizio sembra un rifugio diventa presto molto di più: una soglia.
Brooke non si sente pienamente a casa nel mondo reale. Vive un disagio sottile, una distanza dalle relazioni e dalla quotidianità, come se nessun luogo riuscisse davvero a contenerla. Il videogioco le offre uno spazio alternativo, un mondo in cui le sue scelte hanno peso e la sua voce può finalmente contare.
La linea tra realtà e fantasia si assottiglia fino a spezzarsi. Al risveglio, la protagonista non si trova più davanti alla consolle, ma dentro un universo popolato da draghi, cavalieri e creature fantastiche. Per tornare a casa dovrà sopravvivere, affrontare prove, cacciare e catturare creature, evitando di ferirsi gravemente.
In questo mondo impossibile, Brooke incontra figure maschili che segnano il suo percorso: Silver, Zeldus ed Elio. Ognuno rappresenta una diversa possibilità affettiva, una diversa forma di attrazione, protezione, perdita o trasformazione. Ma il centro del romanzo non è soltanto la scelta sentimentale. È il passaggio da una ragazza che non trova il proprio posto a una giovane donna costretta a scoprire la propria forza.
Il fantasy diventa così linguaggio simbolico. I draghi, le battaglie, i ghiacci e le foreste oscure non servono soltanto a costruire avventura, ma a raccontare il viaggio interiore di una protagonista che, lontana dalle aspettative del mondo reale, riesce a riconoscersi.
Due libri diversi, una stessa ricerca
A un primo sguardo, Una vacanza lunga un sogno e Brooke nel regno dei draghi — Il Risveglio sembrano appartenere a due universi lontanissimi. Il primo si muove tra viaggio, realtà, amore adulto e luoghi dell’anima. Il secondo attraversa il fantasy, il romance, il videogioco e l’avventura.
Eppure, a unirli è una domanda comune: dove si va quando si ha bisogno di ritrovarsi?
Nel romanzo ambientato alle Maldive, la risposta passa attraverso il mare, il corpo, la natura e la possibilità di lasciarsi amare. Nel fantasy, passa attraverso una soglia fantastica, una prova di coraggio e la scoperta di una parte di sé più forte di quanto si immaginasse.
In entrambi i casi, Brooke Borgia racconta personaggi che non partono da una condizione pacificata. Sono anime inquiete, segnate da mancanze, lutti, paure o disincanto. Il viaggio, reale o fantastico, diventa il modo per attraversare quella frattura e provare a darle un senso.
La scrittura di Brooke Borgia
La scrittura di Brooke Borgia sembra cercare il punto in cui emozione e immaginazione si incontrano. Nei suoi libri il sentimento non è mai solo elemento romantico, ma diventa parte di un percorso più ampio di riconoscimento personale.
In Una vacanza lunga un sogno, l’amore nasce dentro un paesaggio reale, concreto, quasi tattile. In Brooke nel regno dei draghi — Il Risveglio, invece, il sentimento si intreccia al destino, alla prova, alla sopravvivenza e alla costruzione dell’identità.
Due strade narrative diverse, ma entrambe orientate verso la stessa direzione: raccontare la trasformazione. Perché i luoghi, nei libri di Brooke Borgia, non sono mai soltanto luoghi. Sono specchi, rifugi, prove, soglie. Sono spazi in cui i personaggi vengono messi davanti a ciò che temono e a ciò che desiderano.
Dalle acque delle Maldive al regno dei draghi, Brooke Borgia invita i lettori a entrare in storie che parlano di amore, perdita, coraggio e rinascita. Storie diverse, ma unite dall’idea che i luoghi più importanti non siano soltanto quelli che si visitano o si immaginano: sono quelli che, una volta attraversati, restano dentro.

