Arduo il compito dell’assessore Massimino Colomban, quali partecipate del Comune di Roma saranno graziate e quali destinate alla ghigliottina? Ne parliamo con Fabrizio Ghera.

La “patata bollente” per dare un minimo di dignità al titolo, indegno, di Libero -non fosse altro per onorare il film di Steno del 1979- è nelle mani dell’Assessore Massimino Colomban. Chiamato a fare ordine nelle partecipate del Comune di Roma, l’assessore “libero” giunto dal Veneto non ha certo collezionato attestati di stima.

Nell’occhio del ciclone sicuramente Farmacap, Roma Metropolitane, Roma Multiservizi. Le società partecipate del Comune di Roma però sono anche ACEA S.p.A., Assicurazione di Roma – Mutua Assicuratrice Romana, Centrale del latte di Roma S.p.A., Fondazione Mondo Digitale, Fondazione Roma Solidale – Onlus, Investimenti S.p.A., Istituzione Biblioteche di Roma, Zétema – Progetto Cultura s.r.l. e altre. Il parteciprogramma interattivo aggiornato a luglio 2016 fornisce un quadro chiaro.

Il 5 gennaio, Serenetta Monti vicepresidente romana di USI, ci spiegava del dietrofront di Colomban rispetto agli impegni di Raggi e Muraro rispetto a Roma Multiservizi.

Stefano Fassina, il 1 febbraio, in una nota dichiarava “Innanzitutto apprendiamo, su Roma Metropolitane, che viene radicalmente contraddetto la mozione voluta dalla Sindaca Raggi e approvata dal Consiglio Comunale, che prevedeva la chiusura della partecipata”.

Oggi chiediamo a Fabrizio Ghera, capogruppo Fratelli d’Italia in Campidoglio, una sua opinione in merito alla sorte delle Partecipate del Comune di Roma Capitale.

“L’audizione di Colomban in commissione Trasparenza fa venire i brividi, l’assessore alle Partecipate ci ha messo al corrente del progetto dei 5 Stelle circa il futuro delle società capitoline. Altro che ‘piano di riorganizzazione’, quello dei grillini è un piano bluff che prevede la chiusura di diverse aziende comunali, ‘ne rimarranno solo 10-12’ ha fatto sapere lo stesso Colomban, un conto infatti è razionalizzare e ottimizzare, ben altro è tagliare a casaccio e senza logica.”

Ma quali sono le partecipate del Comune sull’orlo del precipizio? Potremmo solo fare illazioni che nulla avrebbero a che fare con la corretta informazione. Continua Ghera:

Come Fdi non siamo contrari a prescindere sugli accorpamenti delle partecipate: pensiamo al settore della Cultura dove è possibile ridurre accorpando le società come prevedeva il programma di Giorgia Meloni, chiaramente salvaguardando i livelli occupazionali. Invece abbiamo ascoltato solo idee confuse, come nel caso di Roma Metropolitane dove la maggioranza pentastellata aveva messo in liquidazione l’azienda mentre oggi l’assessore ci viene a dire il contrario dopo aver gettato nel panico centinaia di dipendenti. Parole in libertà quando si è parlato di Ama dove secondo l’assessore ‘ci sono 1.800 dipendenti inabili su un totale di 8 mila e in una società normale la percentuale di dipendenti inabili è del 2 per cento’, stigmatizzando ad esempio chi ha la 104 ma se Colomban ha prove fondate vada in Procura anziché fare superficiali illazioni.

Onestà e trasparenza all’amatriciana?

E sempre a proposito dei dipendenti, chi stabilisce chi siano i disonesti? Un discorso inammissibile perché i patentini di onestà o disonesta  li dà la magistratura e non certo i 5 Stelle. Peraltro, svaniscono anche le promesse sbandierate da Raggi e Muraro di tutelare la Multiservizi perché stamattina è stato messo in discussione anche questo visto che il Tar ha bocciato l’aggiudicazione della gara fatta dal Comune per l’aggiudicazione dei mini-lotti del global service e quindi circa 4000 lavoratori rischiano il posto di lavoro.La ricetta dei 5 Stelle è molto chiara: i grillini fanno infornate in Comune per assumere consulenti negli staff del sindaco e degli assessori mentre la Casaleggio Associati, di cui Colomban è il più fervido portavoce, pensa a chiudere le aziende capitoline e non tutela i lavoratori”.

Abbiamo, più volte, chiesto un’intervista all’assessore preposto alla riorganizzazione delle partecipate del Comune di Roma Massimino Colomban, fino ad oggi non abbiamo ricevuto risposta. Non ci diamo per vinti, in fondo SenzaBarcode è un blog d’informazione libera da editori legati politicamente a questo o quel partito o economicamente a questa o quella azienda.

By Sheyla Bobba

Sheyla Bobba - Direttore Classe 1978, coltiva fin da bambina una profonda passione per la comunicazione e l’informazione. A meno di dieci anni chiede in regalo una macchina da scrivere: il primo passo verso un sogno che non l’ha mai abbandonata. A 17 anni, l’incontro con i militanti del Partito Radicale impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti segna un punto di svolta: sceglie consapevolmente di dedicarsi all’informazione senza tesserino, guidata da un’idea di libertà e indipendenza. Nel tempo costruisce una solida esperienza nel mondo digitale, collaborando a diversi progetti online e approfondendo le dinamiche della comunicazione sul web. Dopo anni di attività sul campo, nel 2012 dà vita al magazine online SenzaBarcode.it. Dal 2019 affianca al portale anche WebRadio SenzaBarcode, ampliando le possibilità espressive del progetto. Con SBS Edizioni & Promozione cura la comunicazione editoriale e la valorizzazione di autori emergenti, affiancando le attività redazionali a quelle promozionali. Si definisce antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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