Recensione di La cucina arancione di Lorenzo Spurio

La cucina arancione, l’ultima fatica letteraria di Lorenzo Spurio; tanti rappresentanti di un mondo che cambia

E’ vero, il genere racconto in Italia ha poca fortuna, eppure il racconto breve è servito nella storia della letteratura ad anticipare delle vere e proprie rivoluzioni culturali. Leggendo il libro di Lorenzo Spurio, e fin dalle prime pagine, viene subito a mente Lo straniero di Camus.

Tanti stranieri nei racconti brevi de La cucina arancione, distanti dalla nostra vita eppure così vicini al nostro quotidiano, tanti rappresentanti di un mondo che cambia, nei rapporti, nelle sensazioni, nelle reazioni. Un uomo in rivolta che, in questo caso, non ha nulla a che vedere con quello del più noto filosofo algerino, ma che è indice di una insoddisfazione, forse senza reale profondità, prodromica ad un cambiamento della nostra sensibilità sociale e morale. L’agghiacciante semplicità con cui si arriva dal pensiero all’azione corrompe anche la percezione del lettore, che viene guidato a ragionare nello stesso modo dei personaggi che si muovono ne La cucina arancione di Lorenzo Spurio, ombre ostaggio di un pensiero sempre spinto all’eccesso.

La violenza diventa strumento per violentare il violentatore, l’innocente nudità di una bambina inconsapevole si pone, nella mente del pedofilo, come alternativa al pensiero ossessivo di aver causato un incidente stradale, o magari un omicidio colposo:

“Mentre risaliva le scale che conducevano al piano superiore, pensò che c’era come un filo che univa tutti quegli avvenimenti: l’armadio, gli amanti sulla spiaggia, il cane, il bar … se non fosse successo nulla quella notte, sarebbe andata in modo molto diverso. Quegli agenti erano stati una benedizione, tutto sommato”

By Sheyla Bobba

Sheyla Bobba - Direttore Classe 1978, coltiva fin da bambina una profonda passione per la comunicazione e l’informazione. A meno di dieci anni chiede in regalo una macchina da scrivere: il primo passo verso un sogno che non l’ha mai abbandonata. A 17 anni, l’incontro con i militanti del Partito Radicale impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti segna un punto di svolta: sceglie consapevolmente di dedicarsi all’informazione senza tesserino, guidata da un’idea di libertà e indipendenza. Nel tempo costruisce una solida esperienza nel mondo digitale, collaborando a diversi progetti online e approfondendo le dinamiche della comunicazione sul web. Dopo anni di attività sul campo, nel 2012 dà vita al magazine online SenzaBarcode.it. Dal 2019 affianca al portale anche WebRadio SenzaBarcode, ampliando le possibilità espressive del progetto. Con SBS Edizioni & Promozione cura la comunicazione editoriale e la valorizzazione di autori emergenti, affiancando le attività redazionali a quelle promozionali. Si definisce antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

2 thoughts on “Recensione di La cucina arancione di Lorenzo Spurio”

Cosa ne pensi?

errore: Content is protected !!