papaÈ di pochi giorni la notizia che il Papa, Benedetto XVI,  si è iscritto a     Twitter il noto social network.

Va bene, niente da ribadire sul come, perché, quando etc. etc. , la modernità prima o poi avvolgerà tutto, anche gli ultimi irriducibili abitanti delle caverne.
La cosa che mi ha colpito di più è stato leggere che il pontefice risponderà a domande sulla fede via twitter, – si è parata davanti ai miei occhi la mitica scena del film “Una settimana da Dio”- immaginate questo vecchietto che seduto davanti al suo personal computer legge e risponde saggiamente “come solo lui sa fare” ai suoi ormai 30mila follower – nel giro di poche ore – e ancora più strano è immaginarsi  le signore che vanno dal parrucchiere soddisfatte perché il Papa ha risposto alle loro domande e quindi possono ritenersi appagate per essere entrate nelle attenzioni del pontefice.

Niente di più meraviglioso!
Tralasciando il fatto che mi risulta davvero difficile pensare che alcune  persone sentano l’esigenza di “inviare” un messaggio al pontefice tramite un social network, tanto strano da sembrare quasi blasfemo se pensiamo a ciò che la Chiesa come luogo di unione e socializzazione rappresenta per alcune persone, ma va bene ognuno è libero di scegliere qual è il modo migliore per esprimere le proprie debolezze!


Ma un pensiero si insinua tra queste quasi ovvie affermazioni, non sarà che la Chiesa è abbastanza spaventata dalla perdita di valore che essa sta subendo soprattutto in quella fascia di persone che usano i social network? Crede che tutto questo le donerà maggiore credibilità? È paradossale! Ma quante cose della Chiesa lo sono e lo sono state?
Io avrei qualche domanda da fargli a riguardo, in ogni caso, e voi? 

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By Sheyla Bobba

Sheyla Bobba - Direttore Classe 1978, coltiva fin da bambina una profonda passione per la comunicazione e l’informazione. A meno di dieci anni chiede in regalo una macchina da scrivere: il primo passo verso un sogno che non l’ha mai abbandonata. A 17 anni, l’incontro con i militanti del Partito Radicale impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti segna un punto di svolta: sceglie consapevolmente di dedicarsi all’informazione senza tesserino, guidata da un’idea di libertà e indipendenza. Nel tempo costruisce una solida esperienza nel mondo digitale, collaborando a diversi progetti online e approfondendo le dinamiche della comunicazione sul web. Dopo anni di attività sul campo, nel 2012 dà vita al magazine online SenzaBarcode.it. Dal 2019 affianca al portale anche WebRadio SenzaBarcode, ampliando le possibilità espressive del progetto. Con SBS Edizioni & Promozione cura la comunicazione editoriale e la valorizzazione di autori emergenti, affiancando le attività redazionali a quelle promozionali. Si definisce antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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