Ladylike ha fatto flop!
Ladylike ha fatto flop, è senza dubbio in compagnia di tutto il PD renziano Alessandra Moretti, nonostante quel 5 a 2 tanto sbandierato dal premier, ma Ladylike, il simbolo dei quarantenni belli rampanti della politica nostrana, doppiata in Veneto dal suo avversario annuncia un corale declino.
Rampantismo giovane. Il giovanilismo rottamatore di Renzi doveva essere l’arma per abbattere il vecchio e cambiare volto al Paese, ma i giovani più giovani eterodiretti si sono subito adeguati ai vecchi schemi, si sono solo fatti un po’ più furbi. Ma il “furbismo” alla lunga non paga, e Ladylike Alessandra Moretti è l’anticipo di quello che inevitabilmente accadrà da qui a poco tempo. Il salto disinvolto da una parte all’altra, sempre sotto gli occhi del gossip, la porta nel giro di tre anni ad essere portavoce del comitato di Pier Luigi Bersani per le primarie, eletta alla Camera, sponsorizzata da Renzi per le europee e, non contenta e forte del buon risultato europeo ottenuto in Veneto, candidata alla presidenza del Veneto. In meno di tre anni Alessandra Moretti ha cambiato tre poltrone diverse, ma questa volta non si siederà nello scranno più alto, si dovrà accontentare di essere una semplice consigliera regionale.
Belle, brave, intelligenti ed eleganti
Durante la corsa alla presidenza della regione Veneto, come ci ricorda il Corriere, Alessandra Moretti parla di stile LadyLike in politica: «Dobbiamo e vogliamo essere belle, brave, intelligenti ed eleganti», e critica «lo stile» di Rosy Bindi che, a suo dire, era «più austero», «mortificava la bellezza» e «la capacità di mostrare un volto piacente». La risposta a queste perle di saggezza arriva da Massimo Cacciari ai microfoni de La Zanzara , su Radio24: «Ma che caz… dice la Moretti? Poverina, non conosce la storia di questo Paese. Questa visione delle donne politiche di una volta è risibile». In questo scambio di battute c’è tutto dell’ascesa e del declino attuale di questi rampantissimi giovanilisti quarantenni convinti che l’immagine davanti ad una playstation possa accattivare la generazione anni ’70, l’ultima tranche del baby boom intontita dal mito delle timberland, del Moncler e dai giochi al pc, completamente sconnessa ad una realtà di crisi economica e generazionale, totalmente impreparata a fare i sacrifici dei genitori che vedevano l’immagine solida e concreta di un Andreotti già vecchio a vent’anni.
Il gossip
Regna sovrano il gossip in mezzo al lusso e nella pretesa di essere rivoluzionari, anche la vera o presunta storia -anche in questo caso verità e finzione si mischiano- con Massimo Giletti, il bel moralizzatore a 300 mila euro l’anno, stridono con l’attualità, con ciò che i quarantenni affrontano solo ora: la vita non è fatta di giubbotti alla moda e giochini elettronici o pensando di fare gli Yuppie fuori tempo massimo sparlando dei dipendenti pubblici, e sperando in questo modo di scacciare la realtà. Non è vero che tutto va bene, nelle periferie gli immigrati spaventano perché ci ricordano di non essere molto lontani dalla possibilità di andare alla deriva come loro, nei quartieri una volta medio borghesi l’idea di un reddito di cittadinanza, dovesse andare male, alletta e stuzzica, ci fa sentire meno vulnerabili.
Hanno vinto Salvini e Grillo in queste elezioni amministrative, e non è un caso.
Ad aprile non ne ha parlato solo Novella 2000 ma pure il Corriere della Sera e molti altri giornali. Giletti ha mollato la Moretti . Fosse stato per lei si teneva le corna pure se Giletti era stato fotografato in dolce compagnia, di altre, non solo di Barbara D’Urso ed è quello che vorrebbe fare infatti dice che tutto va bene ma ci fa una figura della cretina cornuta senza dignità.