I Funerali di Fabiana Luzzi, la figlia di tutti
Il 28 maggio a Corigliano Calabro si sono svolti i funerali di Fabiana Luzzi, che come lo stesso padre ha ricordato era: “La figlia di tutti”.
Fabiana ĆØ stata posta in una bara bianca, ricoperta di rose dello stesso colore. Anche tutto il resto, come i palloncini e le colombe liberati dopo il rito funebre ricordavano il candore di una vita spezzata troppo presto.
A sedici anni la vita di Fabiana ĆØ stata strappata dal ragazzo che lei aveva scelto come fidanzatino. Trucidata da venti terribili coltellate e arsa dalla pazzia omicida di un coetaneo.
Fabiana amava la sua vita, ne era cosƬ tanto innamorata da lottare con tutte le sue forze, nonostante le terribili ferite che il suo mostro, il mostro di tutti, le ha inflitto prima di rovesciarle addosso un’intera tanica di benzina e di darle fuoco.
In cinquemila si sono strettiĀ intorno alla famiglia Luzzi, siaĀ fuori che dentro al Palazzetto dello sport, luogo che ha ospitato le esequie. Il padre, la madre e le tre sorelle di FabianaĀ per tutta la cerimonia hanno mantenuto una compostezza degna di altri tempi, di altri luoghi. Ā Non hanno potuto far altro che piangere la loro bambina, la loro sorellina, su piccole sedie poste accanto alla bara. Niente potrĆ consolare il loro dolore.
In questo fiume di persone era presente anche un’autoritĆ importante, il Ministro per le Pari OpportunitĆ Idem che ha dichiarato: “Con la mia presenza al funerale di Fabiana voglio innanzitutto essere vicina alla famiglia per testimoniare il dolore di tutti gli italiani e le italiane per questa perdita cosƬ tragica e assurda. Vorrei che i genitori, i parenti e gli amici di Fabiana non si sentissero soli nella loro disperazione, ma soprattutto che percepissero che tutto il Paese ĆØ loro vicino, sconcertato da questo ennesimo episodio di violenza, tanto piĆ¹ grave perchĆ© perpetrato su una ragazza di soli sedici anni da un ragazzo poco piĆ¹ grande di lei. Di fronte alla scomparsa di Fabiana ribadisco l’impegno di tutto il Governo e del Ministero da me guidato a fare della lotta alla violenza di genere un punto qualificante di questa legislatura”.
Sembra che in parte la Camera abbia accolto l’appello della Idem, ratificando la Convenzione per la prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti della donna, piĆ¹ nota con il nome di Convenzione di Instanbul. Ma la strada ĆØ ancora lunga.
Durante i funerali di Fabiana ĆØ giunta al Palazzetto dello sport la notizia della convalida dell’arresto di Davide, accusato di omicidio volontario aggravato, che sarĆ preso in custodia dall’Istituto Penale Minorile di Catanzaro. Il ragazzo perĆ² non si preoccupa di chiedere perdono, ma solo di poter continuare a studiare. Spero proprio che il diploma sia inutile per lui, in carcere in effetti gli servirĆ a poco. In casi come questo non credo proprio che possa esistere una reale riabilitazione.
Tutta l’Italia chiede che lo Stato sia piĆ¹ attento, piĆ¹ presente, che le donne maltrattate, violentate e umiliate possano realmente difendersi dai loro aggressori, che si inaspriscano le pene, sia per chi commette un omicidio – soprattutto se si tratta del proprio partner-, sia per chi terrorizza e perseguita una donna. Tutti noi chiediamo che non si arrivi all’omicidio, che chi ĆØ in pericolo, minacciata, intimorita, possa essere salvata prima. Lo Stato si deve impegnare affinchĆ© venga inculcata nelle donne di tutte le etĆ l’idea che la violenza non debba mai essere tollerata, che l’amore non ĆØ MAI assimilabile ad una violenza fisica o mentale. Chi ama protegge, non uccide, non picchia, non offende e non umilia. Vorremmo anche che agli uomini fosse insegnato che non ĆØ macho colui che usa la propria forza sul corpo o sulla mente di un’altra donna, ma solo un perdente!